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La storia di Accuma

La storia di Accuma, che con l’attuale nome opera sul mercato dal 1959, risale in realtà al 1925, quando l’ing. Innocente Gibellini, padre dell’attuale Presidente ing. Folco, fondò la società AIES-GIBELLINI. La società era specializzata nella produzione di articoli tecnici industriali in materiale termoindurente (ebanite e bachelite), fra cui particolari isolanti per magneti, per la radiofonia, per rivestimenti di parti metalliche nell’industria chimica e per gli equipaggiamenti elettrici delle automobili. Il vasto patrimonio di competenze acquisito da AIES viene utilizzato per lanciare sul mercato italiano, nell’anno 1946, i primi complessi in ebanite (contenitore e coperchio) per le batterie avviamento delle autovetture, e per contenitori di grandi dimensioni per gli accumulatori al piombo acido destinati all’alimentazione di motori elettrici a corrente continua per la navigazione in immersione dei sommergibili. Fino ad allora le industrie di accumulatori elettrici utilizzavano, come contenitori, dei composti bituminosi che richiedevano lavorazione complesse e costose. Fu una vera esplosione. Tutta l’industria degli autoveicoli si allinea al nuovo prodotto che viene utilizzato fino alla fine degli anni ’60. In quel periodo si presenta sul mercato delle batterie un prodotto termoplastico rivoluzionario: il polipropilene. Capostipite di una nuova famiglia di polimeri, il polipropilene viene prodotto industrialmente dalla Montedison Italia con impianti Ziegier. Scoperto e realizzato nel 1954 presso il Politecnico di Milano dal prof. Giulio Natta, premio Nobel per la chimica nel 1963, la nuova materia plastica è destinata a rivoluzionare il volto della realtà industriale italiana e mondiale. Nasce un settore completamente nuovo: quello della lavorazione della materia plastica con processo di stampaggio a caldo per iniezione. Il passaggio dall’ebanite, materiale plastico termoindurente e quindi non riciclabile, al polipropilene, materiale termoplastico e quindi riciclabile, è altrettanto rivoluzionario. La ricaduta sull’indotto industriale è veloce. Le aziende devono sviluppare nuove tecnologie di lavorazione, nuove macchine, nuovi stampi, nuove attrezzature. Le industrie italiane hanno il privilegio, grazie alla tecnologia Montedison, di guidare lo sviluppo di questo nuovo settore influenzando i mercati di tutto il mondo.

Le tappe dello sviluppo

La Società AIES abbandona gradualmente l'ebanite per prepararsi alla produzione di prodotti realizzati in materiale termoplastico. Nel 1959 acquisisce la società commerciale Accuma che AIES, con massicci investimenti in ricerca, sviluppo e risorse tecnologiche, specializza nella costruzione degli stampi e per la produzione con processo di stampaggio ad iniezione, di contenitori, coperchi e accessori per accumulatori elettrici. Da questo momento l'Accuma S.p.A .sostituisce gradualmente la AIES in tutte le attività ed iniziative imprenditoriali future, diventando un'azienda industriale a tutti gli effetti


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